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G.C.V.P.C “I Lupi”

Il Gruppo Cinofilo Volontari di Protezione Civile “I LUPI” ,  Unità cinofile di soccorso calamità e catastrofe, è la prima scuola nazionale di cani da soccorso nata in Italia nel 1976. La storia del Gruppo è, sino al 1999 legata alla storia del suo fondatore, e degli amici e collaboratori che con lui hanno creduto fortemente nella cinofilia da soccorso, e ne riportiamo alcuni dettagli nella storia del fondatore Pino Gallotti. Opera su tutto il territorio nazionale in forza delle sue attuali sei Sezioni dislocate in ben cinque regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Liguria. Ogni sezione si gestisce in piena autonomia, dotandosi di Regolamento locale, ma riferendosi ad un unico Statuto Nazionale che ne prevede l’autonomia ed i diritti e doveri nei confronti delle altre sezioni attraverso gli organi direttivi nazionali . Ogni unità cinofila deve sostenere gli esami attitudinali approvati con il Decreto n. 1/053/13 Emer emanato dall’ Ufficio del Ministro per il Coordinamento della Protezione Civile in data 25.03.1986. A tali prove attitudinali, affidate all’Enci che invia i suoi Giudici, può assistere un membro del Comitato di Esperti nominati con l’ordinanza n. 547 del 24 maggio 1985.
 

Sezione di Albisola

La sezione di Albisola del Gruppo Cinofilo Volontari di Protezione Civile “I Lupi” è un’associazione di volontariato senza scopo di lucro, riconosciuta dalla Regione Liguria ed iscritta sia al Registro Regionale delle Organizzazioni di Volontariato settore Protezione Civile al n. PC-SV-001-2010 con decreto n. 322 del 18/02/2010, sia al Coordinamento Provinciale dei Volontari di Protezione Civile di Savona.
L’associazione diffonde e propaganda la passione per il cane da utilità e soccorso, ne promuove l’addestramento e l’impiego negli interventi di soccorso con particolare riguardo agli scopi ed al settore della Protezione Civile.

Profili Operativi

Scopo principale del nostro lavoro é sicuramente l’addestramento di cani da ricerca per dispersi in superficie o su macerie, ma anche la formazione di istruttori, figuranti e operatori logistici, per essere pronti in ogni situazione di emergenza. Sono sicuramente necessari corsi di primo soccorso, cartografia e comunicazione radio per poter affrontare le emergenze ed essere di aiuto a se stessi ed ai propri compagni in tutte le situazioni.

Possiamo individuare due profili operativi all’interno del nostro gruppo:

 

Unità Cinofile

l percorso addestrativo di una unità cinofila é complesso e impegnativo. Prevede diverse fasi in cui si “insegna” al cane ed suo conduttore come comportarsi in diverse situazioni e ad interagire in modo da comprendersi a vicenda. La coppia cane conduttore deve arrivare a costituire una unità inscindibile.

Prima fase é l’educazione di base. Al cane viene insegnato a riconoscere e ad obbedire ad alcuni comandi più o meno semplici. Poi imparerà ad eseguire esercizi diversi quali salto, passaggio in spazi angusti, passaggio in prossimità di fumo e fuoco.

Successivamente il cane imparerà a ricercare persone in superficie seguendo il metodo Whitney, o “metodo americano”, imparando cioé a selezionare gli odori nell’ambiente effettuando una “discriminazione olfattiva”. Il conduttore da parte sua imparerà come comunicare col suo animale, a capire i suoi segnali e le sue necessità. Il tutto in qualunque condizione meteo.

Per la specializzazione su macerie invece l’addestramento avviene in aree appositamente predisposte con nascondigli, cunicoli e macerie che, con vari livelli di difficoltà, consentono di portare il cane ad una condizione ottimale di preparazione.

Al termine del percorso addestrativo sono previsti esami “attitudinali” ed “operativi”. Gli esami tuttavia non devono essere visti come un punto di arrivo bensì di partenza. La preparazione ottenuta va infatti costantemente mantenuta con esercitazioni frequenti.

Operatori logistici

L’operatore logistico assume un ruolo fondamentale all’interno del gruppo. In emergenza svolge attività di supporto all’unità cinofila. In tale modo quest’ultima non deve preoccoparsi ne delle comunicazioni radio con la centrale operativa, ne di fare il punto sulla carta geografica per stabilire la propria posizione. Al di fuori dall’emergenza aiuta nell’addestramento delle unità, spesso come figurante, e si occupa della cura del campo e delle attrezzature. Nelle esercitazione e nei campi operativi collabora col resto del gruppo per l’allestimento delle strutture necessarie, dal montaggio delle tende alla preparazione delle cucine da campo.


 

Il metodo Whitney

Il metodo americano, Il Whitney, nasce nei primi decenni del 1900 per contrastare le ripetute evasioni dei carcerati dalle colonie penali. Molto spesso infatti i cani impiegati in queste ricerche se incontravano un odore più forte, appartenente ad un’altra persona, abbandonavano la traccia della persona ricercata per seguire l’ultimo individuo. Lo statunitense Whitney pensò quindi di basare l’addestramento dei cani su una specifica traccia: l’odore del fuggiasco. Questo veniva percepito dal cane attraverso gli indumenti o le lenzuola sulle quali il ricercato aveva dormito.
Ai cani addestrati secondo questo metodo si richiede quindi la capacità di selezionare l’odore comunicatogli dal conduttore, che gli fa annusare un indumento appartenente al disperso, di riconoscerlo sul terreno e di seguirlo fino alla fonte.
La prima fase di questo tipo di addestramento inizia dopo che il conduttore ha ottenuto un buon abbaio dal proprio cane.
La prima volta si porta il conduttore e il cane in un bosco con alberi non troppo fitti. Il conduttore, precedentemente istruito, avrà portato con se un proprio indumento (per es. una maglietta intima). Sarà infatti lo stesso conduttore ad allontanarsi in linea retta, non velocemente, facendo cadere il suo indumento dopo aver percorso 5-6 passi e nascondendosi a vista del cane.
Appena il conduttore si sarà nascosto, l’istruttore si porterà insieme al cane nel punto dove è stato posato l’indumento facendoglielo annusare. A questo punto lascerà andare il cane verso il conduttore dando il comando “cerca” e curando l’uso del guinzaglio, al fine di non farlo intersecare con alberi e cespugli. Se il cane non dovesse percorrere la pista giusta, sarà l’istruttore a guidarlo verso il luogo dove è nascosto il conduttore. Al momento del ritrovamento il conduttore pretenderà l’abbaio dal cane che verrà prontamente premiato con il cibo o con il gioco.
Nella seconda fase dell’addestramento, il conduttore percorsi pochi metri a vista del cane dovrà uscire dal suo campo visivo e nascondersi. In questo modo il cane sarà costretto ad usare il naso per ritrovare il suo conduttore. Se il cane è in difficoltà sarà l’istruttore che, conoscendo il tracciato della pista, lo guiderà tramite il guinzaglio sul luogo del ritrovamento.
La terza fase inizierà solo dopo che il cane ha dimostrato di ritrovare alla perfezione il proprio conduttore. In questa fase verrà tolto il guinzaglio e si passerà alla ricerca prima di un solo figurante per poi passare a due, a tre o a più persone. Il cane dovrà imparare a discriminare due o più odori ed è per questo che in questa fase si curerà in modo particolare l’annusare dell’indumento.
Man mano che il cane acquisisce padronanza nella ricerca, il tempo tra il tracciamento della pista e la partenza del cane verrà allungato e verranno inserite progressivamente ulteriori difficoltà, come la presenza dei “disturbi” sull’area di ricerca o la partenza su un terreno dove non c’è nessuna traccia del disperso.

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